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Descalzi: “L'Italia e' uno snodo decisivo per il Mediterraneo"

10 dicembre 2015

Claudio Descalzi ha dichiarato che l'Italia rappresenta uno snodo decisivo per il Mediterraneo

L'amministratore delegato dell'Eni, Claudio Descalzi, in una recente intervista in merito alla politica energetica, ha dichiarato che  l'Italia e' uno snodo decisivo per il Mediterraneo, mentre la Libia e' un paese chiave per stabilizzare il Medio Oriente.

Per Descalzi  l'Europa deve imparare a regolare le politiche energetiche del continente senza seguire logiche nazionali in cui ogni Paese pensa al proprio interesse. Egli afferma che l'Europa di fatto non ha materie prime come il petrolio o il gas, ma può avere infrastrutture, egli infatti  sostiene che se la Spagna si interconnettesse con  la Francia e la Francia con l'Italia, ciò avrebbe un peso rilevante nel Mediterraneo.

Descalzi afferma che l'Italia  gioca un ruolo  silenzioso ma molto importante nella crescita di una infrastruttura che consentirà all'Europa di avere gas non solo da Nord o da est, ma anche da Sud, dal Medio Oriente e dall'Africa. A breve tutti i leader  leader mondiali si riuniranno a Roma per parlare di questo argomento, ricordando che già il premier Renzi e il ministro Gentiloni erano riusciti a far capire la necessità di stabilizzare Siria, Iraq e Libia.


Descalzi afferma di  temere di più' un calo di  investimenti che quello dei prezzi del petrolio, perché  gli investitori a lungo termine scappano e rimangono gli speculatori. Infine ha dichiarato la  difficoltà' esistenti nel trovare una strategia contro il riscaldamento globale e un accordo sulle politiche energetiche, un processo avviato già nella riunione della Cop21 di  Parigi.

In merito alla questione del riscaldamento ambientale, Descalzi ha dichiarato: “Siamo portati a pensare spesso che esista un giorno X entro il quale si fa un accordo e poi cambia tutto. Non è così. la realtà è fatta di processi che si avviano e quello iniziato a Parigi è molto importante e, vedrete, anche utile. Far parlare 190 Paesi su questioni che riguardano un futuro lontano di qualche decennio non è così banale. E’ chiaro che lo sforzo maggiore lo dovremo fare noi Paesi sviluppati. E che dovremo aiutare quelli in via di sviluppo a cambiare il loro mix di fonti energetiche”.

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