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Arriva il decreto sul part-time agevolato

13 aprile 2016

Approvato il decreto sul part-time agevolato in uscita per i lavoratori privati

Nelle scorse ore Giuliano Poletti, ministro del Lavoro, ha firmato il decreto sul part-time agevolato in uscita per i lavoratori del settore privato ai quali mancano meno di tre anni alla pensione.

Il governo al fine di  coprire la contribuzione figurativa, introdotta con il decreto del part- time agevolato, ha stanziato delle risorse corrispondenti alla prestazione lavorativa non effettuata, che ammontano a 60 milioni per il 2016, 120 milioni per il 2017 e 60 milioni per il 2018.

Grazie a tale legge, prevista dall'articolo 1, comma 284 della legge 208/2015, si vuole introdurre il principio di "invecchiamento attivo", ossia dell'uscita graduale dall'attività lavorativa. Per cui tutti  i lavoratori aventi i requisiti necessari,  potranno fare domanda per il passaggio al part time, che comporta la  riduzione dell'orario di lavoro tra il 40 ed il 60%, e l'aggiunta in busta paga  di una somma esentasse pari ai contributi previdenziali a carico del datore di lavoro sulla retribuzione per l'orario non lavorato.

La norma introdotta nella legge di Stabilità 2016, riguarda tutti lavoratori del settore privato, con contratto di lavoro a tempo indeterminato che abbiamo maturato 20 anni di contributi entro il 31 dicembre 2018. Il lavoratore che intende usufruire del part-time agevolato, dovrà fare richiesta all'Inps, ai patronati, via web oppure agli sportelli dell'Istituto, al fine di ottenere una certificazione che attesti il possesso del requisito contributivo e la maturazione di quello anagrafico entro il 31 dicembre 2018.

Dopo aver ottenuto la certificazione necessaria per il  part-time agevolato, il lavoratore ed il datore di lavoro dovranno stipulare un contratto di lavoro a tempo parziale agevolato, della durata pari al periodo mancante per giungere alla pensione di vecchiaia. Infine, per completare tutta la procedura, occorrono una decina di giorni per ottenere prima il nulla osta da parte della Direzione territoriale del lavoro e poi l'autorizzazione conclusiva dell'Inps.

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