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Approvato il nuovo codice degli appalti

16 aprile 2016

Il Cdm ha approvato il nuovo codice degli appalti

Il nuovo codice degli appalti, da poco approvato dal consiglio dei ministri, prevede innanzitutto la riduzione degli articoli, che passano da oltre 2.000 a poco più di 200.

Il nuovo codice sarà inoltre "autoapplicativo", ossia si prevede l' emanazione di atti di indirizzo e di linee guida di carattere generale, da approvare con decreto del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti.

Il nuovo codice prevede tre livelli di progettazione, ossia il progetto di  fattibilità tecnica ed economica, il progetto definitivo ed il progetto esecutivo, che devono soddisfare i i fabbisogni della collettività, la qualità architettonica e tecnico-funzionale dell'opera, un limitato consumo del suolo e dell'energia, oltre il rispetto dei vincoli idrogeologici sismici e forestali.

Inoltre tale codice affida un ruolo centrale all'Anac o Autorita' Anticorruzione , che dovrà tra l'altro scrivere le norme di attuazione del nuovo testo unico. All'Anac spetterà dunque  assegnare i rating di impresa, mettere in piedi l'albo dei commissari di gara, qualificare le stazioni appaltanti indirizzare il mercato su aspetti specifici e sanzionare le concessionarie inadempienti sull'in house.

Matteo Renzi in merito al nuovo codice degli appalti ha  dichiarato che  con una mastodontica riscrittura del codice degli appalti si è chiusa questa settimana apertasi con  l'ok sulle riforme. Il presidente del Consiglio, in merito a ciò ha affermato che con il nuovo codice sarà più semplice, con meno norme, una grande battaglia contro la corruzione, che si combatte con norme più semplici non più complicate, e un ruolo forte di Anac e Ministero. Matteo Renzi, ha definito allucinante un sistema talmente complicato e arzigogolato che la corruzione vi si annida.

Graziano Delrio,  ministro delle Infrastrutture, ha dichiarato che con il nuovo codice degli appalti, da lui definito una rivoluzione delle normalità e della semplicità, si archivia la legge obiettivo, dove tutto era urgente e prioritario, e si ritorna ad una sana e pragmatica concretezza.

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