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Pokemon Go blasfemo e contro l'Islam.

22 luglio 2016

Questo il giudizio del centro Al Azhar del Cairo. Anche per i soldati israeliani il gioco è vietato

Possiamo concordare sull’uso alienante di tali giochi eppure una massima diceva “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. Pensiamo al tamagotchi e a cosa rappresentò alla sua uscita. Ora la guerra, dichiarata a quanto pare anche da un certo Islam, è contro il nuovo gioco Pokemon Go. Gli Imam del centro Al Azhar del Cairo, il più importante del mondo sunnita, sono, infatti, scesi in campo lanciando anatemi contro l'uso e l'abuso del suddetto videogioco. Hanno chiesto formalmente il suo ritiro in quanto “blasfemo e contro l’Islam”. Anche l’esercito israeliano condivide l’anatema, seppur con motivazioni diverse. Secondo i militari, l’app può “far da spia”. Il Vicecapo ed assistente dell’Imam di Al Azhar, Abbas Shouman,  ha affermato che giocare con Pokemon Go è paragonabile al bere alcolici, pratica proibita dall’Islam, perché rappresenta una forma di assuefazione, e perché distoglie da altri tipi di impieghi del proprio tempo,  sicuramente “più nobili”.

Ha continuato affermando che il gioco:  “influenza la mente in modo negativo e fa male al giocatore e agli altri senza che ne ve sia consapevolezza”.

Secondo il religioso: “La tecnologia deve essere usata solo quando permette all'uomo di risparmiare tempo e fatica, ma non per diletto. Se lo smartphone diventa dunque una ossessione, le persone potrebbero finire per trascurare il loro lavoro e la preghiera”. Figurarsi il suo pensiero sulle piattaforme trading online. Ricordiamo che Pokemon Go al momento non è disponibile in Egitto, anche se molti ragazzi sono riusciti lo stesso a scaricarlo.

Il gioco sta diventando un fenomeno mondiale, tanto che in Turchia, in questi giorni, migliaia di persone si sono riversate nelle strade a caccia delle figure virtuali. Alcuni sono arrivati a sconfinare persino nelle moschee scatenando l’ira dell'unione degli imam locali il cui Capo, Mehmet Bayaraktutar, ha affermato: “Questo mina l'importanza e il significato delle moschee, che sono i più bei luoghi di preghiera dell'Islam. Voglio che sia vietata in Turchia”. Il ministero della Salute ha invitato i cittadini a non giocare in giro per le città nelle ore più calde, lanciando anche un appello a guardare la strada e non lo schermo del cellulare, soprattutto quando si attraversa.

La decisione di divieto per l'esercito israeliano viene così motivata:  “Quel gioco può essere utilizzato per raccogliere informazioni utili all'intelligence”.

Forse qualche motivazione dei sostenitori del ritiro del gioco sono eccessive, ma effettivamente, i comportamenti assunti da moltissimi giocatori, hanno costituito dei veri pericoli per sé e per gli altri. Chissà, magari i programmatori riusciranno a rendere la “dipendenza” dei giocatori meno accesa?

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