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Otto a Bologna: il figlio della Urban Art contro il degrado sociale

Davanti alla scuola primaria bolognese Federzoni un bambino, appoggiato al muro, è intento ad osservare il videogiochi che ha in mano: è “Otto”, figlio della Urban Art di Giovanni Da Monreale.
Otto non è un bambino in carne ed ossa, ma una creazione in vetroresina installata nel cuore di Bologna non solo per omaggiare la città, ma anche per far riflettere sulla tendenza dei più piccoli a rimanere schiavi del mondo dei videogiochi. Al giorno d’oggi cresce in modo esponenziale il numero di bambini che trascorrono intere giornate in compagnia dei loro “amici elettronici”, senza aprirsi al mondo e giocare all’aria aperta con i propri coetanei.


E’ trascorsa appena una settimana da quando l’opera d’arte proposta da Giovanni Da Monreale, artista trentenne di origini siciliane, è stata inserita nel panorama urbano bolognese, ma ha riscosso sin da subito un notevole successo presso l’opinione pubblica. La scultura vuole interrogarsi sulle fragilità della società odierna e spingere a riflettere tanto i bambini, quanto i loro genitori, la cui attenzione è catturata da questa statua dalle sembianze insolite posta nei pressi di una scuola primaria, il primo luogo dove i più piccoli si aprono alla società.


Uno dei principali obiettivi della Urban Art, che conta su un cospicuo numero di sculture ed installazioni simili ad “Otto” sparse in diverse città italiane, è quello di prendersi cura del degrado sociale, avviando preziose collaborazioni con gli enti locali. Bologna risulta la terza tappa di un progetto nato nel 2013 a Pietrasanta e a Lucca che vuole porre l’attenzione sul luogo “scuola”. Ideate per adattarsi perfettamente all’ambiente che le contiene e le ospita, le sculture vengono installate in luoghi appositi utilizzando trapano e bulloni, previo sopralluogo tecnico.


L’ingegno dell’artista siciliano ha partorito anche “Games”, un bambino di undici anni che staziona alle fermate degli autobus a Pietrasanta, sempre con la caratteristica posa rivolta verso il suo videogame.
Giovanni Da Monreale non ha intenzione di porre un freno alla sua creatività: vuole realizzare opere in vetroresina di età man mano crescente fino ad arrivare agli adulti e posizionarle in tutte le regioni italiane, vuole permettere all’arte di valicare le quattro pareti dei musei per giungere nelle strade ed essere visivamente accessibile a tutti.

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