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Omofobia. Uomo pestato sul bus, credevano fosse gay

21 settembre 2015

Uomo di 44 anni pestato per "omofobia". In coma farmacologico per diversi giorni.

Accusa di tentato omicidio ai cinque studenti che, secondo i carabinieri, hanno pestato sul bus un uomo di 44 anni perché credevano fosse gay. L'uomo pestato a sangue durante il luglio scorso, entrò in coma a causa di un ematoma celebrale.

I carbinieri di Genova hanno indagato per diversi mesi sulla questione, fino a quando hanno arrestato tre ragazzi con età tra i 18 e i 20 anni, e denunciato due ragazze. Sono loro a essere ritenuti responsabili del pestaggio che il 14 luglio è avvenuto su un bus fermo nella piazza Caricamento.

Secondo quanto riportato dalle fonti ufficiali, i ragazzi sono tutti studenti e di buona famiglia. Adesso invece, "scoperti" a causa delle telecamere e l'analisi delle celle telefoniche, si trovano con un'accusa di tentato omicidio.

L'uomo picchiato è Luca, un uomo di 44 anni proprietario di un locale e musicista. Era sul bus con un amico. Poco lontano i ragazzini che, incrociando lo sguardo con Luca, iniziano a urlarle contro di lui. A iniziare sembra essere la ragazza o almeno così raccontò Luca, la vittima, alla propria fidanzata alcuni giorni dopo.

Subito dopo iniziano i calci, i pugni etc. L'autista non interviene e adesso è indagato per omissione di soccorso. Luca fugge e arriva a casa, raccontando il tutto alla fidanzata. Non vuole andare all'ospedale. Il dolore alla testa continua ad aumentare fino a quando non riesce più a resistere a distanza di alcuni giorni. Viene salvato "con un soffio". Entra in coma farmacologico.

Secondo gli accusati la rissa è iniziata quando Luca fece un complimento a una delle ragazze. Dicono quindi che non si tratta di omofobia. Una delle ragazze presenti dice inoltre che gli amici hanno fatto pressione perché di questa storia non venisse raccontato niente.

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