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Nuove sanzioni per chi non paga il canone Rai

6 febbraio 2016

Il mancato pagamento del canone Rai comporterà sanzioni amministrative e penali

Secondo quanto ha affermato Arturo Diaconale, membro del Consiglio di amministrazione di viale Mazzini, in base alla Legge di Stabilità 2016 che prevede l’inclusione del Canone Rai in bolletta, il Fisco potrebbe pretendere gli arretrati, per cui spetta al governo intervenire con un condono o una amnistia fiscale.

L'Agenzia delle entrate, ha recentemente chiarito che il 27% di evasori del canone Rai non pagherà maggiorazioni nella bolletta elettrica di luglio, senza specificare se ciò si verificherà nelle bollette successive. Il Fisco non esclude la possibilità di richiedere l'intero l'ammontare del canone non pagato negli ultimi dieci anni, che si tradurrebbero in 2mila euro in più nella bolletta elettrica. Le  norme sull’evasione del Canone prevedono solleciti e cartelle esattoriali, che saranno esclusi  nella bolletta di luglio 2016.

Per quanto concerne la disdetta del pagamento del canone Rai, eccetto i casi di esenzione riservato a chi hanno superato i 75 anni di età e con un reddito annuo inferiore ad 8.000 euro, per fare disdetta  è necessario presentare una disdetta all’Agenzia delle Entrate in cui si dichiara il mancato possesso di un apparecchio televisivo.

In caso di evasione del canone Rai o  tassa per il possesso del televisore, è prevista una sanzione  che va da due a sei volte l’importo evaso, quindi comporterebbe una sanzione compresa tra i 200 e i 600 euro che vanno ad aggiungersi al versamento del canone stesso. La sanzione penale prevista nella nuova legge di Stabilità 2016, relativa a falsa dichiarazione attinente alla “non detenzione” di una televisione, comporterebbe un illecito punibile con la reclusione fino a 2 anni.

In merito tema degli abbonati RAI non raggiunti dal segnale televisivo, di recente la parlamentare Laura Fasiolo ha depositato un'interrogazione ai ministeri dello Sviluppo economico, dei Trasporti e delle Finanze. In merito a ciò, la Fasiolo nel suo documento ha scritto che l'obbligo del pagamento dell'imposta del canone TV deve corrispondere alla reale possibilità di fruizione del servizio radiotelevisivo, specie se il segnale non arriva o giunge in modalità parziale.

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