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Lorenzin: “La non vaccinazione mette a rischio la vita del bambino”

17 maggio 2016

La Lorenzin ha dichiarato che senza vaccinazione si rischia di far morire i bambini

Dopo le polemiche sorte dalle recenti dichiarazioni di Red Ronnie contro l'obbligo della vaccinazione infantile,  Beatrice Lorenzin ha affermato che per dare credibilità alle proprie posizioni, le persone che parlano dovrebbero avere contezza di quel che dicono.


La ministra della Salute Beatrice Lorenzin, ha dichiarato che non vaccinando i bambini mette a rischio un'intera comunità sull'insorgere di malattie prima scomparse. Per la ministra che c'è stata una tendenza pericolosa all'autoinformazione, aggiungendo che invece serve tanta cultura, buona e correttezza comunicazione e spiegare il metodo scientifico nella rete pubblica.

La Lorenzin ha ribadito che il tema demografico è centrale in Italia e in Europa, aggiungendo che nei prossimi tre anni ci sarà un miliardo da reinvestire perché sono nati meno bambini. Secondo quanto ha dichiarato la ministra Lorenzin, se si aggiungono altri 2-300 milioni per i prossimi sei anni, si permetterà alle famiglie con un ISEE sotto i 25mila e i 7mila euro, di raddoppiare il bonus bebè sul primo figlio e di portarlo a 240 euro per il secondo.

In merito alla vaccinazione, Roberto Burioni, prof. ordinario di Microbiologia e Virologia, ha recentemente dichiarato che a causa delle mancate vaccinazioni oggi i virus sono tornati a circolare, in particolare il morbillo. Secondo le dichiarazioni di Burioni, in Italia  ogni anno vi sono 1.500 bimbi che si trovano a combattere contro la leucemia e altri 6 mila che sono immunodepressi e non si possono vaccinare, tutti loro vengono messi a rischio dai non vaccinati.

Dal canto loro, la Società Italiana di Igiene, la Federazione Italiana Medici Pediatri, la Società Italiana di Pediatria e la Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, hanno lanciato un appello alla ministra Lorenzin  in merito al pregiudizio ed il discredito contro i vaccini, affermando che i vaccini, così come i farmaci contro gravi malattie, trovano le motivazioni del loro utilizzo in studi scientifici rigorosi e non in fedi religiose, politiche o filosofiche.

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