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Legambiente lancia la campagna contro le bioshopper illegali

10 giugno 2016

Legambiente ha lanciato la campagna contro i sacchetti taroccati

Legambiente ha reso noto che circa la metà dei sacchetti in circolazione sono illegali, perchè prodotti con i tradizionali polimeri non biodegradabili.

Il divieto alla commercializzazione dei sacchetti per la spesa in plastica è entrato in vigore nel 2012, tuttavia in circolazione vi sono molti sacchetti tradizionali e sopratutto finti sacchetti bio.


Pare che nel mirino della malavita organizzata, siano finiti i finti sacchetti di plastica riciclata, per un giro di affari pari a 40 mila tonnellate di plastica, ed una perdita per la filiera legale del veri shopper bio degradabili pari a 160 milioni di euro. Per contrastare tale fenomeno, Legambiente ha deciso di dar vita alla campagna campagna #Unsaccogiusto, per denunciare il racket dei sacchetti di plastica.

Il presidente di Legambiente, Rossella Muroni ha dichiarato che la legge italiana sulle buste di plastiche è innovativa e straordinaria, diventata esempio in Europa ma purtroppo è diventata terreno d’azione delle ecomafie che inquinano il mercato legale e impongono i loro prodotti soprattutto negli esercizi commerciali al dettaglio o nei mercati rionali. Tuttavia produrre fuori legge costa la metà, dato che un chilogrammo di bioplastica costa circa 4 euro, mentre un chilogrammo di materiale in polietilene ne costa due.

Il ministro Galletti, in merito ai sacchetti illegali ha dichiarato che l'Italia ha avuto sempre una posizione d'avanguardia in Ue orientata al massimo grado di tutela ambientale contro ogni violazione e contraffazione pericolosa per l'ambiente e per l'economia: una norma per la quale abbiamo rischiato anche un'infrazione sulla concorrenza ma che invece è diventata una norma di riferimento ambientale.

In queste ore, la Guardia di Finanza, su impulso del ministero dell'Ambiente, ha  intensificato i controlli a tutela dell'ecosistema, ponendo sotto sequestro oltre 200 mila shopper tra Calabria e Sicilia non in regola e più di duemila chili di materia per la produzione dei sacchetti. Secondo quanto ha recentemente dichiarato il ministro dell'ambiente le istituzioni italiane sono schierate a difesa di quella filiera sana della circular economy che rispetta la legge e sceglie l'ambiente come valore di sviluppo.

© gnubik.it

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