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Iran, c’è accordo sul nucleare

Sarà un Iran a reazione nucleare; presto la rimozione delle sanzioni internazionali. Furia Israele

L’accordo a Vienna è stato raggiunto: l’Iran avrà il nucleare, inseguito da anni e a cui si opponevano strenuamente forze internazionali, prima fra tutte Israele che non manca di commentare con furioso sdegno la nuova evoluzione. In cambio, gli ispettori Onu potranno avere il diritto di sindacare le condizioni delle basi militari iraniane. L’accordo dovrà poi essere ratificato sia dal parlamento americano che da quello iraniano.

Cambio di rotta importante. Non è ancora lontana l’epoca delle sanzioni all’Iran prettamente antioccidentale; tuttavia l’accordo di Vienna potrebbe convertirsi nel punto d’inizio di una storia distensione. Nell’attesa che i parlamenti di Usa ed Iran passino all’approvazione del trattato (ancora uno scoglio piuttosto arduo), intanto si va verso la rimozione delle sanzioni internazionali che hanno colpito il paese musulmano negli ultimi anni; tuttavia resterà attivo per altri 5 anni l’embargo sulle armi. In cambio, gli ispettori dell’Onu potranno visitare i siti militari iraniani per accertamenti e rassicurazioni; tuttavia, tale concessione non sarà inappellabile: l’Iran potrà infatti appellarsi a una commissione speciale formata dai rappresentanti delle maggiori potenze, nel caso reputi troppo invasiva l’iniziativa degli ispettori.

L’ira sionista. Chi non l’ha presa davvero bene è Israele, nemico giurato del paese asiatico. Il suo premier, Benjamin Netanyahu parla di <<errore di portata storica>>. Ancora più duro il ministro degli Esteri Tzipli Hotovely: <<questo accordo è un accordo di resa storica da parte dell'Occidente verso l'asse del male con l'Iran in testa>>, che aggiunge <<lo Stato di Israele agirà con tutti i mezzi per tentare di impedire la ratifica di quell'accordo>>.

Ottimismo. Chi invece non può esimersi dalle esultanze è il ministro degli Esteri iraniano Zarif: <<è una soluzione win-win, ovvero in cui vincono le entrambe le parti. Inizia una nuova era di speranza. Penso che questo sia un momento storico: l'accordo non è perfetto ma è il migliore che potevamo raggiungere>>. Soddisfazione espressa anche da Federica Mogherini, Alto Rappresentante UE: <<questa è una decisone che può aprire la strada a un nuovo capitolo delle relazioni internazionali. Penso che questo sia un segnale di speranza per il mondo intero>>.

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