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In aumento i pesticidi nelle acque italiane

Per l'Ispra il 64% delle acque italiane è contaminato

In base all'ultimo Rapporto Nazionale Pesticidi nelle Acque dell'Ispra,  la presenza di pesticidi  nelle acque superficiali è aumentata del +20% mentre in quelle sotterranee de +10%. Nel complesso è emerso che le acque superficiali contenono pesticidi nel 64% dei casi analizzati.

Sono sopratutto le regioni del Veneto, Lombardia, Emilia Romana, Toscana e Umbria dove si è riscontrata la percentuale più elevata di contaminazione.

La regione dove la contaminazione è più ampia è quella della pianura padano-veneta, dato che nelle cinque regioni dell’area, si concentra poco meno del 60% dei punti di monitoraggio dell’intera rete nazionale.

Dallo studio condotto dall'Ispra nelle acque, si evince che tra i contaminanti più presenti vi sono gli erbicidi ed in particolare il glifosato. Inoltre alcuni residui di pesticidi trovati nelle acque corrispondono a quelli presenti in alcuni alimenti ossia: il metalaxil, il boscalid e l’imidacloprid, fungicidi e insetticidi sistemici.

Emanuela Pace, esperta di Ispra, in merito all'aumento dei pesticidi nelle acque italiane ha dichiarato che i risultati dei monitoraggi delle acque contenuti nel rapporto di Ispra devono servire a intervenire sulla normativa europea e a spronare il servizio sanitario a studiare come i pesticidi rilevati in così alte quantità possano nuocere all’uomo.

Daniela Sciarra, responsabile filiere e politiche alimentari di Legambiente, ha affermato che dato che gli studi scientifici hanno ampiamente dimostrato gli effetti che l’uso non sostenibile dei pesticidi produce anche in termini di perdita della biodiversità, riduzione della fertilità del terreno ed accelerazione del fenomeno di erosione del suolo, occorre prendere  consapevolezza che il loro utilizzo può generare delle importanti ripercussioni ambientali.

La Sciarra ha poi aggiunto che è necessario rafforzare i controlli, dotando i laboratori pubblici di sistemi di analisi efficienti per garantire il monitoraggio delle acque, appellandosi poi alle Regioni affinchè  adottino al più presto misure specifiche per la riduzione nell’ambiente di pesticidi pericolosi per l’ambiente acquatico, ed attivino gli osservatori fitosanitari regionali per assistere ed informare le aziende agricole.

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