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Galletti: “Chi inquina deve pagare”

26 aprile 2016

Il ministro Galletti ha dichiarato che chi ha sbagliato per il danno ambientale di Genova dovrà pagare

Il ministro dell'ambiente Galletti, dopo il suo sopralluogo sul Rio Fegino, dove recentemente si è versato del petrolio per via della rottura di un oleodotto, ha dichiarato che una volta terminata la fase d'emergenza, occorrerà valutare il danno e bonificare i luoghi colpiti dal disastro ambientale.

Galletti ha affermato di non voler far trionfalismi ma i lavori, grazie a un buon lavoro di squadra, hanno dato un risultato positivo e per cui occorre proseguire con la bonifica.

Gian Luca Galletti ha ribadito che chi inquina deve pagare, aggiungendo che in Italia verrà approvata  una legge che permetterà a Ispra, l'agenzia nazionale di protezione ambientale, di dettare delle regole sui controlli. Inoltre per quanto riguarda i tempi, il ministro ha aggiunto che saranno quelli che richiede una bonifica, ma è impossibile dire quali siano i danni permanenti.

L'assessore comunale alla Protezione civile Gianni Crivello, ha reso noto che l'intervento di scarificazione degli alvei dei rii Fegino, Pianego e del torrente Polcevera per rimuovere i residui di greggio proseguirà per sei settimane, così come il monitoraggio ambientale, dopodiché potrà iniziare la bonifica definitiva.

Di recente l'ammiraglio comandante la Capitaneria di Genova Giovanni Pettorino, ha firmato il dispaccio con il quale si revoca lo stato di emergenza locale che gli aveva consentito di dispiegare uomini e mezzi a salvaguardia dell'ambiente.  Pettorino ha dichiarato in merito: “Non ci sono più idrocarburi in mare, il prodotto spiaggiato è ridotto ad una quantità ininfluente grazie all'intervento di tutti i mezzi a disposizione per bloccarne il versamento”.

Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria, in merito all'emergenza sul versamento del petrolio ha affermato che bisogna tenere alta la guardia sui lavori di bonifica, perché se il vento dovesse girare il petrolio non scompare. Per lui  bisogna capire quanto sotto terra è andato il petrolio, che essendo pesante, va rimossa tutta la terra, pulirla con acque solventi e portare della nuova terra, concludendo che la situazione andrà ben monitorata.

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