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Easyjet non vuole perdere i diritti di volo in Europa

1 luglio 2016

La Easyjet ha richiesto un certificato di operatore aereo dell'Unione europea

In seguito alla Brexit, la compagnia low cost britannica  Easyjet ha chiesto un certificato di vettore aereo in un'altra nazione dell'Unione europea.

Pare che la compagnia aerea inglese, che da circa vent'anni ha sede legale a Luton, nei pressi di Londra,  abbia richiesto un certificato di operatore aereo dell'Unione europea, al fine di continuare a volare in tutti i paesi Ue senza le restrizioni che colpiranno le compagnie del Regno Unito.


Secondo recenti indiscrezioni, la Easyjet sarebbe intenzionata a trasferire la sede legale fuori del Regno Unito e mantenere diritti di volo su tutti i cieli europei.  Come conseguenza del referendum britannico che ha decretato l'uscita della Gran Bretagna dall'Ue, vi  potrebbe essere  la modifica delle norme che regolano il traffico aereo fra il Regno unito e i ventisette Paesi dell’Unione europea.

EasyJet, in un suo comunicato ufficiale  ha dichiarato di essere in trattativa con il governo del Regno Unito e con l'Ue per assicurare il proseguimento del mercato aereo pienamente libero e deregolato, che permetterebbe a Easyjet e a tutte le compagnie aeree di continuare ad operare così come fanno oggi, specificando di non avere al momento l'intenzione di fare altri passi oltre la richiesta della licenza.

In merito al possibile trasferimento di Easyjet, un portavoce della compagnia aerea britannica ha smentito ogni voce al riguardo, dichiarando che nessuna cambiamento strutturale o operativo sarà attuata finché non si conoscerà l'esito delle trattative tra Gb e Ue.

Nel caso in cui la compagnia low cost mantenga gran parte delle sue tratte in Europa, grazie alla licenza presso un altro Paese dell'Ue, resta l’incognita dei voli da e per il Regno Unito, e già si ipotizza che un forte taglio dei voli ed un aumento delle tariffe.

© gnubik.it

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