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Calcioscommesse, cartellino giallo per Antonio Conte

La procura di Cremona ha chiesto il rinvio a giudizio per Antonio Conte e Stefano Colantuono; nessuna sfiducia da Tavecchio, per il c.t. della nazionale

Arriva a 104 il numero degli indagati per illecito sportivo dalla procura di Cremona; fra i nomi spiccano adesso anche quelli di due illustri coach: Antonio Conte, c.t. della nazionale e Stefano Colantuono, ora mister dell’Udinese. Nel frattempo Tavecchio fa il punto della situazione, ma tira dritto con Conte come allenatore della nazionale maggiore.

AlbinoLeffe – Siena. Era il 29 maggio 2011: questa la data della partita per cui la procura di Cremona ha chiesto il rinvio a giudizio per l’allenatore della nazionale Antonio Conte , con l’accusa di frode sportiva (mentre cade quella di associazione a delinquere). La richiesta di rinvio a giudizio, per cui il c.t. si dice <<amareggiato>>, non arriva del tutto inaspettatamente; la notizia era da qualche tempo nell’aria. Per questo motivo non sorprende la reazione benevola di Tavecchio, nei confronti di un Antonio Conte che, comunque, non pensava certo alle dimissioni.

Avanti con Conte. Il presidente della Figc, in merito alle notizie giunte dalla procura di Cremona, non poteva essere più chiaro: <<non ho avuto modo di sentire Conte, ma per noi non cambia nulla, non cambiamo atteggiamento, è una notizia che ci si aspettava>>. D’altronde già nei giorni scorsi il presidente Tavecchio era intervenuto sulla possibilità del rinvio a giudizio, procurando un importante attestato di fiducia all’allenatore della nazionale, asserendo che ad ogni modo <<il rinvio a giudizio non è una condanna>>.

Altri nomi.  <<Quel che è assolutamente certo  è che il nome di Stefano Colantuono non appare mai né direttamente né indirettamente. Vista la determinazione del pm, chiederemo al Gup, quanto prima, la possibilità di essere giudicati già in udienza preliminare attraverso il rito abbreviato, nella certezza più assoluta che a Stefano Colantuono non è attribuibile alcun elemento di responsabilità>>. Sono le parole di Marco de Luca, avvocato del neo allenatore dell’Udinese, uno degli altri nomi colpiti dalle richieste di rinvio a giudizio della procura di Cremona. Richieste che, fra gli altri, colpiscono anche l’ex capitano della Lazio Stefano Mauri, già arrestato nell’ambito della stessa inchiesta su calcioscommes

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