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Il Senato ha approvato il decreto Colosseo

5 novembre 2015

Il ddl Colosseo è stato approvato oggi dall'Aula del Senato

Il decreto legge 'Colosseo',  varato lo scorso 16 settembre in seguito alla chiusura del Colosseo per via di un ’assemblea sindacale , è stato approvato oggi dall'Aula della del Senato con il voto favorevole di Pd, Ap, Misto, Cr, Autonomie,  i voti contraridi  M5S, Sel, Fi, mentre  Lega Nord si è astenuta.

La nuova legge che inserisce i beni culturali tra i servizi pubblici essenziali, specifica che in relazione alla tutela dell'ambiente e del patrimonio storico-artistico, rientrano tra i servizi pubblici essenziali non solo i servizi di protezione ambientale e di vigilanza sui beni culturali, ma anche l'apertura al pubblico di musei e luoghi della cultura.

Dario Franceschini, il ministro dei Beni culturali e del Turismo, in merito al decreto Colosseo ha dichiarato: “Una  conquista di civiltà e mi fa molto piacere che il Parlamento l’abbia approvata con una larga maggioranza. Il ddl non lede in nessun modo i diritti dei lavoratori, che continueranno a fare assemblee e scioperi regolati come negli altri settori che sono già servizi essenziali, contemperando il diritto del lavoratore di fare sciopero e assemblea con il diritto del cittadino di usufruire di quel servizio essenziale. I risultati si vedono già’, perché’ ieri e’ stata fatta un’assemblea al Colosseo, ma con una anticipazione di queste trattative nel rapporto con i sindacati, si e’ svolta l’assemblea e sono rimasti aperti tutti i musei. Mi pare che sia la risposta migliore”.

Il senatore Marcucci ha aggiunto: "Per l'Italia è un passo avanti naturale considerare i luoghi della cultura come servizi pubblici essenziali. Una conquista di civiltà, come l'ha definita il ministro Franceschini".

Francesco Prosperetti, il Soprintendente ai Beni archeologici di Roma, in relazione al decreto legge Colosseo ha dichiarato: “Il decreto approvato oggi sancisce il principio che le attività di museo fanno parte dei servizi pubblici essenziali. A questo punto sappiamo che in caso di chiusura si crea un disservizio e quindi abbiamo la motivazione per darci da fare.”

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