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Evasione e false fatture nel mondo del calcio

26 gennaio 2016

Maxi inchiesta nel mondo del calcio per evasione e false fatture

La Guardia di Finanza, nell'ambito dell'operazione 'Fuorigioco' sta eseguendo dei provvedimenti di sequestro di somme di denaro e perquisizioni nei confronti di  64 indagati, tra calciatori, procuratori e dirigenti di alcune società sportive sia di Serie A che di Serie B .

L’inchiesta condotta dai pm della procura di Napoli Danilo De Simone, Stefano Capuano e Vincenzo Ranieri, coordinati dal procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli, ha portato al sequestro di somme di denaro, beni immobili e quote societarie, per un ammontare di oltre 12 milioni di euro. Secondo gli investigatori, i soggetti  indagati tra il 2009 e il 2013 avrebbero commesso il reato di dichiarazione fraudolenta mediante fatture o altri documenti per operazioni inesistenti.

I blitz compiti in queste ore dalla Guardia di Finanza, secondo quanto ha dichiarato il procuratore Pisciatelli, è finalizzato al rinvenimento  della documentazione bancaria e contrattualistica inerente ai fatti illeciti contestati, quindi fatture inesistenti ed evasione fiscale. Le società calcistiche coinvolte nell'inchiesta sarebbero 35, oltre un centinaio di persone fisiche tra calciatori, dirigenti sportivi e procuratori.

Tra i numerosi indagati nella maxi inchiesta nel mondo del calcio iniziata nel 2012,  figurerebbero il procuratore Alessandro Moggi, l'Ad del Milan Adriano Galliani,  Aurelio De Laurentiis, il presidente della Lazio Claudio Lotito, l'ex presidente e Ad della Juventus Jean Claude Blanc, Ezequiel Lavezzi e l'ex giocatore Hernan Crespo.

Dalle indagini è emerso che il meccanismo fraudolento messo in atto per sottrarre materia imponibile alle casse dello Stato italiano, è stato adottato per le operazioni commerciali sulla compravendita di calciatori. Nell'  ordinanza si legge: “I procuratori provvedevano a fatturare in maniera fittizia alle sole società calcistiche le proprie prestazioni, simulando che l’opera di intermediazione fosse di interesse esclusivo dei club, mentre di fatto venivano tutelati gli interessi degli atleti assistiti dagli agenti medesimi”.

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