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Dopo la contestazione, si ipotizza la scorta per Panebianco

25 febbraio 2016

Dopo le contestazioni all'università, si ipotizza la scorta per il docente Angelo Panebianco

Dopo le contestazioni di alcuni studenti attivisti contro il professore Angelo Panebianco, accusato di di essere a favore dell’intervento militare in Libia, si fa avanti l'ipotesi di una vigilanza dinamica.

Mentre stamani gli studenti hanno dato vita ad un occupazione simbolica della facoltà di Scienze politiche di Bologna, il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica ed il rettore dell'Alma Mater Francesco Ubertini, hanno preso le misure necessarie per garantir la sicurezza del docente Panebianco.


Il professore Panebianco dopo l'accaduto ha dichiarato di sentirsi scosso ma non in intimidito, aggiungendo di aver trovato molto sgradevole sentirsi dare dell'assassino, del guerrafondaio, di quello che specula sui morti ammazzati. Inoltre Panebianco ha giudicato patetico e triste sentire slogan e vedere cartelli con sopra scritto “fuori i baroni della guerra dall'Università”.


Dal canto suo, il ministro Angelino Alfano ha voluto esprimere la sua solidarietà e vicinanza, mettendo a suo favore tutti i servizi di sicurezza. Per Alfano, il radicalismo e lo squadrismo in alcuni ambienti della opinione pubblica sono veramente preoccupanti, e va inteso come un pericoloso germe che va preso in considerazione.

Valter Giovannini, procuratore aggiunto di Bologna  ha reso noto che gli agenti della Digos hanno già identificato i partecipanti ai due blitz contro l’insegnante, ma occorrerà attribuire le responsabilità precise della vicenda contestatoria. Nel frattempo, il Rettore, il Consiglio di Amministrazione ed il Consiglio Studentesco hanno espresso la loro solidarietà nei confronti del professore Angelo Panebianco, per aver subito la violazione del diritto di espressione, un diritto fondamentale per l'Università.

Il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, dopo aver espresso la sua solidarietà al docente Panebianco, ha definito la contestazione ad Angelo Panebianco un segnale brutto, inquietante, in quanto  togliere la parola è un sacrilego.


Franco Berardi,  leader bolognese della contestazione del 1977, su fb ha scritto che Panebianco ha diritto di dire quello che pensa, ossia che la crisi europea non si risolverà, perché l’Unione ha fallito, aggiungendo di essere preoccupato non tanto per gli studenti che hanno contestato contro  le scelte dell'Europa finanziaria, ma per tutti quegli studenti a cui la disperazione ha tolto la voce e la dignità di ribellarsi.

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